IL TERRITORIO

Il Piave uscendo dalle gole montane tra Quero e Segusino, attraversa il canale compreso tra l’area MAB UNESCO del Massiccio del Grappa, ed il territorio UNESCO, Patrimonio dell’Umanità, delle Colline del Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano.

Il Piave attraversa la zona di produzione quale asse identificativa. E’ un territorio variegato che e si estende su montagne prealpine delle medie e basse quote costituenti il margine meridionale della Valle del Piave; per continuare nell’ambito pedemontano con colline a forme arrotondate e frequenti versanti ripidi, generalmente coltivate nelle porzioni medio-basse dei versanti dolci; proseguendo nella più ampia zona pianeggiante, che presenta caratteristiche pedoclimatiche ed ecologiche dell’alta pianura Veneta, con zone golenali ricche di boschi e pascoli.

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Area di produzione

L’area di produzione del Miele del Piave comprende oltre cinquanta Comuni lungo l’asta del fiume, dalle colline di Valdobbiadene alla pianura del Veneto orientale. Questo territorio abbraccia realtà diverse come montagna, collina, fiume e laguna, offrendo alle api un mosaico di fioriture. 

Alcuni dei Comuni compresi nell’area: Arcade, Asolo, Caerano di San Marco, Conegliano, Montebelluna, Moriago della Battaglia, Nervesa della Battaglia, Pieve di Soligo, Ponte di Piave, San Biagio di Callalta, San Polo di Piave, Santa Lucia di Piave, Spresiano, Valdobbiadene, Vidor e molti altri.

Vieni a scoprire tutto quello che ha da offrire il territorio del Piave

Le risorse floreali del Piave

Le sponde del Piave e le zone circostanti ospitano una vegetazione straordinariamente ricca. Dai prati umidi alle barene lagunari, dalle colline boschive alle aree agricole, il territorio offre una sequenza di fioriture che si susseguono da primavera a fine estate. Piante spontanee come convolvolo, salcerella, eupatorio, calta e campanellino crescono lungo l’asta del fiume e conferiscono ai mieli aromi inimitabili. A queste si aggiungono essenze arboree come acacia (Robinia pseudoacacia), castagno (Castanea sativa) e tiglio (Tilia), oltre a arbusti e fiori coltivati e spontanei che arricchiscono la dieta delle api.

Questa varietà di piante garantisce una continua disponibilità di nettare e polline durante tutta la stagione, supportando la salute delle colonie e conferendo ai mieli del Piave caratteri sensoriali diversi: dalla dolcezza dell’acacia all’intensità del tiglio, dal profumo fruttato dell’amorfa alle note fresche e balsamiche del tarassaco. 

Il consorzio tutela questa ricchezza floristica promuovendo pratiche agricole sostenibili e sensibilizzando alla salvaguardia dell’ambiente fluviale.

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